tè, biscotti e falsa indignazione
Aprile 1, 2008
7. LA VECCHIA BIGOTTA
Arzilla come sempre. Passeggia, scrutando con attezione tutto ciò che gli gira intorno. Curiosa, maliziosa, impicciona, come sempre. Passeggia con l’ausilio di un bastone. Un aiuto quasi inutile, irrilevante per la sua spedita andatura. Sembra solo un simbolo. Un inutile tentativo di addolcire il suo aspetto arrogante e perbene. Perfettamente stabile, sulla strada lastricata, che scende ripida verso il paese. La vecchia bigotta lentamente, ritorna verso casa, dopo la messa, come sempre.
“Eccola li, ti ho beccata” . Un ghigno beffardo ed acido si appalesa sul suo volto. L’ho beccata quella piccola puttanella.Guardala come si struscia, svergognata.Proprio davanti la chiesa.Si si,è lei, la figlia dell’architetto. Lo dicevo io. Come la mamma, proprio come lei. Questi i suoi pensieri mezzi sussurrati, in una solita, domenicale tarda mattinata.
Eccolo, ben servito il fresco argomento del suo vuoto pomeriggio. Qualche ora di tè, biscotti e falsa indignazione.
La vecchia bigotta, superba e bigotta, aspettando l’imbrunire, si mette in postazione, il suo irrinunciabile punto di vista. Gomiti appoggiati alla ringhiera ed occhio scrutante. Sfrutta appieno la posizione strategica della sua casetta, proprio al centro del paesino, li a ridosso della piazza. Da li comincia la visione. Un reality paesano, con un solo spettatore (share del 100%). Tutto in regola, con nomination, televoto ed eliminazioni :-). Commenti (esternati per bene e serpeggianti tra le bocche dei paesani) ed ospiti a sorpresa. La vecchia bigotta osserva e trae le conclusioni, esercizio abituale della sua insulsa vita. Osserva e critica. Ha vissuto da sempre la vita degli altri. La sua è trascorsa perfettamente allineata. Precisa ed impaurita. Con il terribile timore di sforare leggermente…. ed esporsi. Una vita alla finestra. Per niente affascinata dalla piazza, e dalla sua “densità”.
La vecchia bigotta è rimasta sola. Circondata dai suoi affabili pregiudizi. Il marito se n’è andato, lassù in cielo, forse troppo tardi, non a tempo per evitare di assuefarsi alle sue incredibili cattiverie e belle facce. E’ rimasta sola e non se n’è accorta. Gli anni non le hanno regalato neanche un pò di saggezza o senile innocenza. Tutt’altro.
Questo squallido perbenismo l’accompagnerà per il breve tratto della sua vita. Quello mancante. Senza tentennamenti e senza redenzione.
Ci sono purtroppo tante vecchie bigotte in giro…e la cosa più brutta è che anche nella nostra società moderna c’è gente giovane (solo d’età ma non di mentalità) che ha già intrapreso questa carriera…..a questi voglio dire un sincero….FATIVI I C..ZI VUASTRI OGNI TANTO :-)
;-)