Ma questa, non è una colpa sua
Febbraio 20, 2008

6. IL DIPENDENTE PUBBLICO
Giacomo Indolenzi imprecando, si avvia lentamente verso casa. Con la sua Fiat Punto ingolfata. Anche questa giornata è finita. L’ennesima, la solita, l’odiosa e tediosa giornata di lavoro. Oggi Giacomo ha avuto il turno allo sportello. Ricezione del pubblico insomma: un’agguarrita sfida tra umori neri, un efficiente esercizio di autocontrollo. Giacomo Indolenzi pensava a quel testardo, “sotuttoio”, impertinente di oggi. Quello che faceva mille domande, pretendeva, invocava diritti. Ma in che paese crede di vivere quello, pensa. In Svezia?? “Siamo in Italia cavolo, ed io non mi sposto di un ciglio dal mio basso orizzonte, ecco!!!!”. Indignato mette la freccia (anche nella sua mente) e svolta verso casa. Unico obiettivo della serata: sprofondare su quel calamitoso divano, nient’altro. Spegnere la mente, nient’altro. Nient’altro.
Giacomo Indolenzi è schematico, mentalmente ingessato. Una vita già palesemente scritta, così come, in miniatura, la sua tipica giornata. Il suo monotono lavoro si riflette in ogni aspetto della vita. Vacanze sempre uguali, week-end in fotocopia, litigi con la moglie clonati dal giorno prima. Uno di quelli incapaci di fare due cose contemporaneamente , che sbruffa per l’informatizzazione degli uffici pubblici (perchè odia quel mostro sulla sua scrivania), che si lamenta per il carico di lavoro degli ultimi tempi perchè “adesso si che si lavora. Non dicessero ora che noi dipendenti pubblici siamo dei fannulloni”. Confonde perfettamente lo sforzo con il dovere. Ma questa, non è una colpa sua.
Giacomo Indolenzi è inconsapevole della sua bieca condizione, della sua vita priva di stimoli. Non una possibilità di promozione, non uno scatto di orgoglio per far valere la sua posizione in ufficio. Non servirebbe a niente. Forse a far ricomparire il suo timido ego, forse a farlo uscire per un istante, salvo poi nascondersi nuovamente nella stessa confortevole tana. Salvato e protetto dalla sua inconsapevolezza, anestetizzato dalla sua “routinante” condizione.
Giacomo Indolenzi in fondo sta bene cosi. Non chiede niente, non ottiene niente.
Ma se solo per un giorno mettesse il naso fuori da quell’ovattata costruzione si renderebbe conto dei giorni persi e di quelli guadagnati, delle scelte consapevoli e di quelle pilotate. Si troverebbe spaesato ed intimamente entusiasta. Spruzzi di adrenalina invaderebbero il suo corpo.
Giacomo è catturato dal divano ora, con il telecomando in mano a mò di scettro. Quel giorno passerà, quello dopo pure. A non passare invece, purtroppo o per fortuna, sarà la sua “badante” inconsapevolezza.
Finalmente è arrivata la numero 6 ???!!!
bellina. . .
Parte predominante dei tuoi racconti è la
MONOTONIA.
D’altronde, il Blog stesso è
MONOTONO.
Accetta le critiche,
non accettare solo i complimenti.
Ok, hanno pubblicato il tuo articolo sul Tam Tam…
ed ora???
ke fai…ti culli?
Eh no, Caro.
Te sei Biagio,
il frikkettone…
..il trascurato…
…lo sbadato!
Devi continuare a mettercela tutta…
e, come disse un vekkio saggio cinese:
“sì un cì và tutta…spingia, cà ccì trasa”
Ciauuù,
Il Tam.Gent.
^_^
Tami, accetto con piacere le tue critiche. Valgono più di mille complimenti. Ma tanto lo so che mi ami. Ti comporti come un innaamorato ferito. Vuoi di più da me perchè mi adori. E se un giorno facessi l’episodio del TAMARRO GENTILUOMO????
Baci
….beh, guarda.. Se fai l’episodio del Tamarro Gentiluomo ti sarò molto grato. Ma naturalmente, dovrai mettercela tutta, poichè per poter descrivere un tale personaggio ci vuole moooooolta cura nei dettagli, e nella scelta dei particolari.
Vedremo…
Un bacio :*
Ps.
ieri sera mi hai fatto impazzire,
c’è ancora il tuo profumo sul mio corpo,
ed il posteriore della mia macchina sà ancora di te.
In settimana ti farò riprovare di nuovo
quelle emozioni.
Ti Amo.
no bià non dargli corda pure tu con questo gentiluomo per favore…al max fai una storia sul tamarro e basta perchè lui questo è….e poi ricordati che il nome tamarro l’ho inventato io quindi ci tengo che il tamarro rimanga il tamarro!!!….il tamarro gentiluomo l’ha cacciato il tamarro stesso per far vedere alla gente che è meno tamarro di quanto in realtà è….
P.S: sono l’inventore del tamarro e come tale non voglio che venga storpiato il nome e il personaggio della mia “creatura”!!!!!!!!!…..almeno nel tuo blog
baci al frik e al tamy ^_^
Mi spiace gianni per questa tua caduta di stile…..
comunque te ne devi fare una ragione
il lato Gentiluomo c’è…
e non sono io a dirlo.
Le invio cordiali saluti, Monsieur
^_*