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puffo-innamorato.gifpuffo-innamorato.gifpuffo-innamorato.gifpuffo-innamorato.gif                               2. IL TREDICENNE INNAMORATO

 “cazzo com’è bella!!!”.

Scendono come una cascata proprio dinanzi a lui. Il tredicenne innamorato (d’ora in poi “13enne ♥”) non può credere allo splendore di quei capelli, quando si liberano dalla prigionia di quell’angusto casco. Lei è l’unica ragazza della scuola a  guidare il motorino. Non è certamente come quelle ochette delle sue amiche, che fanno il giretto d’atteggio appoggiando le loro sorprendenti tette sulla schiena del fighetto(motorizzato) di turno. Il 13enne ♥ non ricorda da quando tempo è innamorato di Lei. Gli sembra di esserlo sempre stato, fin dalla nascita. A volte gli sembra di morire, non riesce a capire sua madre quando afferma che vorrebbe fare uno scambio di problemi (lui la lite con l’amministratore la gradirebbe certamente di più).

Lei è diversa, interessante, splendidamente vestita. Il 13enne ♥ adora le sue Converse rovinate, i jeans larghi che nonostante le intenzioni non ce la fanno a  nascondere il suo “mandolineggiante” sedere. Lei nell’ora di educazione fisica non è fra il tipico gruppetto che preferisce fumare dietro il campetto, discutendo di stupide trasmissioni televisive. Lei gioca a pallavvolo con i maschi, dando il cinque al povero 13enne ♥ che ad ogni schiocco di mano sente venir meno le sue molli gambe.

Lei, in un modo o nell’altro partecipa spesso ai suoi sogni erotici, alle sue erezioni bagnate. La mattina non riesce a non toccarsi, in barba a tutte le dicerie adolescenziali. (come sgradite conseguenze si va dal più innocuo brufoletto fino alla tragica perdita della vista).

Venerdi sera c’è la festa, è il momento giusto per dichiararsi. Il 13enne ♥ è solo indeciso sulle modalità. Come sarà la sua tattica? Gli balla un pò affianco e poi predispone il corpo per il bacio (con il rischio di rimanere buffamente a baciare l’aria) oppure la invita a fumare fuori dal locale ed apre il discorso dopo interminabili digressioni???? Il 13enne ♥ deve pensare a lungo, valutare, ponderare. Naturalmente esiste anche la terza opzione. La solita insomma, la più collaudata: rimanere tutta la festa a contemplarla sperando almeno in un contatto, in due paroline scambiate, in un sorriso accennato.

Il 13enne ♥ quel venerdì sera lo ha trascorso interamente appoggiato alla colonna della disco, con il bicchiere di noccioline in mano. Occhi fissi su di lei. Con la lingua secca e la bocca salata……

……..ed un brufolo in embrione, che domani spunterà!!!!

respira….respira Carlo!

Gennaio 17, 2008

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Dodici personaggi. Dodici potenziali amici, vicini, nemici. Dodici storie inventate, inquinate da tratti di realtà.

Parte il mio nuovo blog: il mio veicolo digitale, un viaggio gratuito in altri mondi.

                             1. IL NEOLAUREATO

….”ed ora che faccio???”. 

Questo e’ il primo insistente pensiero del neodottore Carlo Congratulazioni. Ha ancora la toga addosso ed e’ già a pieno titolo nell’affollato  mondo dei disoccupati. Il suo amico, Giacomo Accademico, lo aveva avvertito: la gioia dura pressappoco 15 secondi, il tempo della proclamazione. Nonostante tutto  Carlo Congratulazioni sente un senso di sollievo. Non fa più parte dell’ alienante catena di montaggio universitaria, un esamificio sempre aperto, pronto a sfornare pani(esami) insipidi e presto duri. Esami a ruota, non assimilabili: praticamente inutili!!! Quando suo cugino, Giovanni Magistrale, si informava sugli argomenti di questo o quell’ esame(lui era alla stessa facoltà 15 anni fà) le sue risposte erano di una vaghezza imbarazzante. Un vago imbarazzo che lo portava a sviare il discorso, per coprire omertosamente la sua profonda ignoranza.

“Ed ora che faccio???”. Martellante interrogativo: stage, tirocinio, dottrato, master, lavoro temporaneo, seconda laurea, praticandato, concorso pubblico…….”respira…. respira Carlo, tutto presto si risolverà “.

Il dottor Congralutazioni e’ stranito, intoppato. Si convince che forse era meglio intraprendere un’altra strada. Meglio fare il parrucchiere, pensa. Si il parrucchiere, come il suo amico Fabio Barbieri. Lui non ha certamente questi problemi, nessuna paranoia mentale: srotola beate le sue ore di lavoro tra forbici, spazzole e pettegolezzi. Ovviamente la sera ritorna a casa sfinito, ma con la testa leggera. Ecco, il neodottor Carlo ha sbagliato tutto. Quel pezzo di carta gli da troppe responsabilità. Adesso che si e’ laureato ha paura di entrare nel vorticoso mondo del lavoro, di fare la fine di quel suo amico, Francesco Lode: esce ogni mattina, sbarbato e impettito per recarsi al lavoro, rientra a casa sempre allo stesso orario, alle 17.37 cascasse il mondo. Una vita gia’ monotona al terzo giorno di lavoro. Carlo Congratulazioni non è ancora psicologicamente in grado di lasciare consolidate abitudini, come ad esempio il risveglio alle 9.30(quando ci si alza presto), l’imperdibile trittico biblioteca, mensa, caffe’ al bar affianco alla mensa, il viaggietto non programmato. Liberta’ inevitabilmente precluse non appena si varca la soglia di quello stritolante mondo.

E poi non e’ giusto: Il suo collega-amico Andrea Cazzeggio non si è ancora laureato e lui non sorporterebbe ad esempio l’idea di dover riufiutare un suo allettante invito solo perchè “devo svegliarmi presto”. Tanto lui non ha fretta, ha il posto gia’ congelato. Suo padre gli ha conservato un confortevole impiego in una delle sue mille imprese:un posto di comando. Per questo motivo non ha fretta. Carlo pensa che gli studenti più celeri nel laurearsi siano quelli che hanno maggiore improbabilita’ di trovare impiego, maggiore paura di non sistemarsi e cio’ li porta a  ridurre al minimo il tempo della laurea in modo da allungare quello per la ricerca del lavoro, che potrebbe essere, per l’impossibilita’ di avere “calci in culo”, parecchio lungo. Andrea Cazzeggio invece e’ consapevole di questo, non ha necessita’ di comprimere tempi, di affrettarsi inutilmente.

Carlo non ha sogni nel cassetto. Solo piccoli realizzabili desideri. Chissa’ se la sua “generazionale” indecisione gli consentira’ di realizzarli. Carlo sa che e’ meglio un grande sogno irrealizzato che tanti banali desideri compiuti.

“ed ora cosa faccio???”

Carlo ha deliberato. Prenderà un pò di tempo, tutto per se. Vuole guardarsi dentro, riflettere bene…….vuole finalmente riempire quel cassetto.